Carta, pigmenti, passepartout: dove finisce il file e comincia l'opera

«Fine-art» è diventata un'etichetta che si trova ovunque, spesso appiccicata a stampe qualunque. Sotto l'etichetta, però, c'è una definizione abbastanza precisa: una stampa fine-art è una stampa fatta con materiali scelti perché durino, e trattata come si tratta un'opera su carta. Vale la pena guardare da vicino di che cosa è fatta.
La differenza più grande non la fa la stampante: la fa il foglio. Una carta in puro cotone si comporta in modo diverso da una carta comune — restituisce neri più profondi, tiene i passaggi tonali intermedi, e soprattutto invecchia senza ingiallire, perché è priva delle sostanze acide che nel tempo attaccano la fibra.
Nei ritratti Magneti® usiamo una Hahnemühle 100% cotone a grana fine, scelta proprio per la profondità dei neri e per la delicatezza con cui rende i toni della pelle. È una carta che si riconosce al tatto prima che alla vista: ha uno spessore, un bordo, una superficie che restituisce la mano.
La differenza più grande non la fa la stampante: la fa il foglio.
Il cartoncino che circonda la stampa svolge due lavori insieme. Il primo è visivo: dà aria all'immagine, la separa dalla cornice e obbliga l'occhio a fermarsi prima di arrivare al bordo. Il secondo è conservativo, ed è quello che quasi nessuno vede: tiene la fotografia staccata dal vetro.
Una stampa a contatto diretto con il vetro, nell'arco di qualche anno, può aderire alla superficie per effetto dell'umidità, e a quel punto separarla significa rovinarla. I nostri passepartout sono museali, da 2,4 mm, acid-free, con il foro tagliato a mano a 45° — l'inclinazione che lascia vedere lo spessore del cartoncino e disegna una cornice interna sottile intorno all'immagine.
Il vetro museale antiriflesso fa una cosa sola, e la fa benissimo: sparisce. Guardando la fotografia da qualunque angolo si vede l'immagine invece del riflesso della finestra alle spalle. Porta anche una protezione UV, che rallenta lo sbiadimento causato dalla luce — la variabile che più di ogni altra decide quanto durerà una stampa esposta.
Le cornici, in legno rifinito a mano in Italia, hanno il compito opposto a quello che ci si aspetta: accompagnano il ritratto senza sovrastarlo. Una cornice riuscita è quella che nessuno commenta, perché tutti guardano la fotografia.
Messe insieme, queste scelte hanno un obiettivo unico: che fra cinquant'anni la stampa sia ancora quella di oggi. È un criterio semplice, e permette di distinguere una vera stampa fine-art da una fotografia stampata bene. La seconda si guarda adesso; la prima si tramanda.
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