Togliere il colore per far restare il volto

Per i primi cent'anni la fotografia è stata in bianco e nero perché non poteva essere altro. Quando il colore è diventato accessibile, molti fotografi di ritratto hanno continuato a lavorare in monocromo: a quel punto era una scelta, ed è interessante capire che cosa ci abbiano trovato.
Basta guardare una fotografia a colori degli anni Settanta per sapere che è degli anni Settanta: lo dicono le dominanti della pellicola, i colori dei vestiti, la carta da parati. Il colore è un formidabile registratore di contesto — e proprio per questo colloca l'immagine in un momento preciso, che con gli anni diventa sempre più visibile.
Il monocromo toglie quel livello di informazione. Restano la forma, la luce, l'espressione: gli elementi che una faccia condivide con tutte le facce fotografate prima e dopo. Un ritratto in bianco e nero del 1955 e uno di oggi si possono appendere sulla stessa parete senza che uno faccia sembrare vecchio l'altro.
Il colore colloca un'immagine nel tempo. Il bianco e nero la lascia libera.
Togliendo il colore si toglie anche la sua capacità di attirare l'attenzione. Un maglione rosso, in una fotografia a colori, comanda l'occhio prima ancora del viso; convertito in grigio, torna a essere semplicemente un maglione. Quello che avanza sono i rapporti di luminosità, e nel ritratto quei rapporti disegnano il volto: gli zigomi, l'orbita dell'occhio, la linea della mascella.
È anche la ragione per cui il monocromo è più severo. Senza colore a distrarre, un'illuminazione approssimativa si vede subito, e un'espressione costruita si legge in un istante. Il bianco e nero perdona meno e restituisce di più.
Esistono molti modi di lavorare in monocromo. C'è chi lo vuole sporco, contrastato, materico. La nostra direzione è un'altra: neri profondi e pieni, pelle pulita e luminosa, un'immagine nitida che tiene bene anche nei formati grandi. Un bianco e nero che invecchia insieme alla persona ritratta, invece di invecchiare prima.
Alla fine la ragione per cui il monocromo resiste è la stessa per cui resistono i ritratti: entrambi lavorano per sottrazione. Tolgono quello che appartiene a un momento e tengono quello che appartiene a una persona.
Magneti® · Galleria del ritratto · Treviso