Magazine · Volume I · Il Ritratto · Nº 05

Perché il bianco e nero non passa mai di moda

Togliere il colore per far restare il volto

Magneti®28 luglio 20264 min di letturaVolume I · Il Ritratto

Portafoto in argento con dorso in noce, appoggiato su un piano in travertino, con dentro un ritratto femminile in bianco e nero
Un ritratto in bianco e nero in cornice d'argento: la stessa immagine funzionerà in qualunque stanza, fra vent'anni.

Per i primi cent'anni la fotografia è stata in bianco e nero perché non poteva essere altro. Quando il colore è diventato accessibile, molti fotografi di ritratto hanno continuato a lavorare in monocromo: a quel punto era una scelta, ed è interessante capire che cosa ci abbiano trovato.

Il colore racconta l'epoca, il bianco e nero racconta il volto

Basta guardare una fotografia a colori degli anni Settanta per sapere che è degli anni Settanta: lo dicono le dominanti della pellicola, i colori dei vestiti, la carta da parati. Il colore è un formidabile registratore di contesto — e proprio per questo colloca l'immagine in un momento preciso, che con gli anni diventa sempre più visibile.

Il monocromo toglie quel livello di informazione. Restano la forma, la luce, l'espressione: gli elementi che una faccia condivide con tutte le facce fotografate prima e dopo. Un ritratto in bianco e nero del 1955 e uno di oggi si possono appendere sulla stessa parete senza che uno faccia sembrare vecchio l'altro.

Il colore colloca un'immagine nel tempo. Il bianco e nero la lascia libera.

Che cosa succede tecnicamente

Togliendo il colore si toglie anche la sua capacità di attirare l'attenzione. Un maglione rosso, in una fotografia a colori, comanda l'occhio prima ancora del viso; convertito in grigio, torna a essere semplicemente un maglione. Quello che avanza sono i rapporti di luminosità, e nel ritratto quei rapporti disegnano il volto: gli zigomi, l'orbita dell'occhio, la linea della mascella.

È anche la ragione per cui il monocromo è più severo. Senza colore a distrarre, un'illuminazione approssimativa si vede subito, e un'espressione costruita si legge in un istante. Il bianco e nero perdona meno e restituisce di più.

Il nostro bianco e nero

Esistono molti modi di lavorare in monocromo. C'è chi lo vuole sporco, contrastato, materico. La nostra direzione è un'altra: neri profondi e pieni, pelle pulita e luminosa, un'immagine nitida che tiene bene anche nei formati grandi. Un bianco e nero che invecchia insieme alla persona ritratta, invece di invecchiare prima.

Alla fine la ragione per cui il monocromo resiste è la stessa per cui resistono i ritratti: entrambi lavorano per sottrazione. Tolgono quello che appartiene a un momento e tengono quello che appartiene a una persona.

Magneti® · Galleria del ritratto · Treviso

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